L’idea nasce dall’esigenza di sperimentare e fondere diverse forme d’Arte. Da qui l’incontro di artisti provenienti da disparati settori, quali l’arte pittorica, la musica, la scrittura e il teatro, che cercano insieme di rispondere ad alcuni quesiti riguardanti il legame tra arte e vita.
Come si può arrivare a percepire, sfiorare, afferrare e stringere con le proprie mani qualcosa di apparentemente lontano dalla quotidianità, impalpabile e astratto? Come possiamo vivere l’arte? Come possiamo emozionarci realmente attraverso l’arte? In che modo l’arte può lasciare un segno indelebile nell’animo di chi ne usufruisce? È possibile ritornare, anche solo per pochi istanti, nell’universo infantile, in cui realtà e fantasia coesistono in completa e disarmante armonia? Come si può creare un mondo non reale, desiderato, odiato o tutto insieme ed entrarci a tutti gli effetti? Come si può utilizzare l’immaginario e la creatività con la consapevolezza tipica dell’età adulta, senza trovarsi nello stato d’imbarazzo, tipico anch’esso dell’età adulta?
E ancora, e forse il quesito più indicativo in questo tipo di performance, come si può guardarsi nell’animo, tirar fuori con la forza dagli occhi, dalla bocca, dalle dita, dalla pelle tutta… i propri demoni interiori, le proprie paure più recondite, i propri desideri sepolti e non ascoltati, la propria natura più animale, ancestrale ma anche quella fin troppo razionale e castrante… e osservare tutto questo groviglio informe dall’esterno?
 Molteplici possibilità considerate e, infine, riunite. Alla ricerca di un equilibrio che con tutte le probabilità non potrà mai esistere.
Ma  forse è proprio questo il punto. L’anelito all’equilibrio proprio mentre si sta in bilico. L’incertezza, l’assoluta convinzione di poter camminare in modo disinvolto sul filo e, infine, confutare proprio l’esistenza del filo stesso. Una creazione unica quindi, un percorso di ricerca dalle mille sfaccettature, attraverso l’utilizzo di diversificati canali di comunicazione.