In scena a Trieste, Bologna e Torino
Scritto e interpretato da MARTINA VALENTINI MARINAZ
Regia ELOISA MINECCIA
Musiche GIO’ MANZARDO
Voce fuori campo EMANUELE MONTAGNA
Scenografia e dipinti MICHELE ANGELICCHIO
Immagini ALESSIA FLORA
Anno di produzione 2013
Non vuole essere una lezione di storia, ma il racconto di un’esperienza realmente vissuta…
Anita, donne di umili origini, ripercorre alcune strade importanti della sua vita, dall’infanzia trascorsa in Istria fino ad arrivare al momento in cui decise di lasciare la sua terra per raggiungere l’Italia.
Dalla povertà, alla lotta per l’amore della sua vita, dalla guerra alle foibe, dall’esodo al riscatto.
Il linguaggio semplice e quotidiano lascia spazio a momenti molto intimi e a tratti poetici. Quindi un susseguirsi di ricordi, intrisi di amarezza, ma sempre con un pizzico di ironia.
La lettura è accompagnata da brani inediti e originali composti ad hoc per questo progetto dal musicista e compositore Gio’ Manzardo.
La scenografia è composta dalle opere d’arte di Michele Angelicchio.
 

“Anima senza confine” è uno spettacolo di facile adattamento in quanto la scenografia è agevolmente trasportabile e consta in pochi oggetti ma significativi sparsi sulla scena, dipinti e pannelli creati dall’artista Michele Angelicchio.
Ricordi sparsi nel mondo emotivo di Anita, fatti di valige, una sedia, abiti, radio, quadri, lettere e poco altro. L’atmosfera segue gli stati d’animo della protagonista, aiutata inoltre dalle luci magistralmente studiate da Eloisa Mineccia. Le musiche sono originali e create ad hoc dal compositore e musicista Gio’ Manzardo, il quale esegue i brani dal vivo diventando così parte integrante dello spettacolo.

“Anima senza confine” partecipa al TurinLiveFestival ottenendo il primo posto nella sezione Teatro.
Torino, 27 novembre 2015
TurinLiveFestival!
Direzione artistica: Sandrina Piras
Risultato: PRIMI CLASSIFICATI!
Giudizio di Maria Adele Giommarini, Presidente di Giuria:
“Misurata nell’esprimere il dolore, un dolore che sa mostrarci con tutto il linguaggio del corpo, capelli compresi, capelli torturati da mani nervose, capelli portati davanti il viso per nascondere lacrime e con essi nascondersi a un mondo che non ha più niente di umano, Sparire, come i bambini che quando chiudono gli occhi sono sicuri di non essere visti. Bravissima nel narrarci con il corpo, con i silenzi, il sussurrato e l’urlato, il riso e il pianto, portarci, lei sola, in un affollato teatro di guerra dove rimbombano i passi di spietati aguzzini mentre il rumore delle violenze soffoca il lamento delle vittime. Ottima dizione, padronanza dello spazio scenico, cura nella scenografia agile ma efficace. Primo premio ampiamente meritato.”